
Per il sindacalista “il caso dei sacchi di amianto della ex Materit è solo la punta dell’iceberg e segnala l’urgenza di accendere i riflettori dei media e dell’opinione pubblica sugli inaccettabili ritardi nel programma di bonifica della Valbasento. Non è migliore la situazione a Tito dove è stata da poco affidata la caratterizzazione radiologica propedeutica alla bonifica del bacino di fosfogessi della ex Liquichimica. Anche in questo caso siamo solo alle premesse di un lavoro che richiederà tempo e risorse”.
Carella chiede chiarimenti alla Regione anche sul risanamento ambientale del sito della ex Daramic, sempre a Tito. “Senza le bonifiche non ci sarà alcun futuro per le aree industriali di Tito e della Valbasento”, avverte Carella, sottolineando che “il risanamento ambientale dei due siti di interesse nazionale – conclude il sindacalista della Femca Cisl – è una precondizione per restituire alla piena operatività le due aree industriali e mettere in campo un piano di attrazione di nuovi investimenti e posti di lavoro”.